IL PRIMO RADIOGIORNALE DEDICATO AL LAVORO !!!


Questionario per studenti di 4ª e 5ª superiori

(clicca qui per compilare il questionario)





Nato nel Gennaio del 2008, GRLAVORO è un notiziario radiofonico in onda tutti i venerdi´ alle 07.50 su Radio Genius (anche in streaming sul sito di RADIO GENIUS ). La trasmissione raccoglie e trasmette le principali notizie attinenti al mondo del lavoro, della formazione professionale e dell´impresa.

GRLAVORO vuole offrire ai propri utenti, radioascoltatori e navigatori on-line, alcune delle notizie più rilevanti presenti nei media attinenti al mondo del lavoro, cercando di privilegiare informazioni utili all´orientamento, alla ricerca di lavoro e alle possibilità che il mercato offre a studenti, lavoratori, professionisti e imprese.


Etica e mercato oltre i luoghi comuni
L´etica in economia non può ridursi a un tetto per gli stipendi dei manager. Nella prospettiva liberale, la dimensione etica consiste nel fatto che un´economia davvero di mercato "è anche e soprattutto un sistema che consente a ogni individuo di perseguire il suo fine, i suoi obiettivi personali, di autodeterminarsi in linea con il suo particolare sistema di valori", mentre in quella cattolica l´economia è etica quando "il bene comune è visto come principio guida dell´azione individuale" e la persona viene posta al suo centro. Lo ricorda Guido Tabellini, rettore dell´Università Bocconi, nell´introduzione al libro ´Il buono dell´economia. Etica e mercato oltre i luoghi comuni (di Gianpaolo Salvini e Luigi Zingales con Salvatore Carrubba, Università Bocconi Editore, 2010, 180 pagine, 15 euro). Il libro si presenta come un confronto sull´etica in economia tra il campo liberale, il cui ´campione´ è Zingales, economista dell´Università di Chicago, e quello cattolico, rappresentato da padre Salvini, direttore di Civiltà Cattolica. "Non sono riuscito a farli litigare", confessa subito Carrubba, perché "l´esigenza di ricostruire un tessuto morale all´attività economica si è rivelata troppo forte, e condivisa, per determinare un dissenso di fondo". E dal momento che la condivisione non avviene su un terreno di compromesso, ma a seguito di un confronto serrato e originale, il libro mantiene "l´ambizione non di infliggere una predica, ma di indicare qualche spiraglio perché l´economia di mercato rafforzi la propria legittimazione e dunque le proprie potenzialità creatrici".
Lavorare meno, lavorare sempre: ecco come
Le tendenze in atto sono numerose. Ma la più rivoluzionaria riguarda il concetto stesso di luogo di lavoro. "L´orario settimanale può scendere - spiega Donkin, editorialista del Financial Time ed esperto di organizzazione del lavoro - anche a 30 ore". Non distribuite in modo omogeneo, se serve. Si può anche arrivare a lavorare dieci ore al giorno, in cambio di maggiore libertà il venerdì e magari anche parte del giovedì. A condizione di accettare che anche i giorni fuori ufficio, weekend compresi, possano essere - in qualche modo - lavorativi. "In fondo già oggi non smettiamo di vivere quando andiamo al lavoro, e non smettiamo di lavorare quando siamo a casa". Le aziende che vorranno approfittare del nuovo mondo e vincere la sfida della competitività, dovranno quindi cambiare le prassi. Più flessibilità nell´orario, ma anche più disponibilità nella scelta del personale. Anche persone in là con gli anni diventeranno una risorsa. Uno studio del Dipartimento del lavoro inglese ha dimostrato che la produttività di impiegati di mezza età non è inferiore a quella dei giovani. Lo stesso dicasi per le donne: liberate dalla necessità di presidiare l´ufficio potranno ben conciliare carriera e famiglia. Le imprese che lo hanno capito sono già un passo avanti: se si prende la classifica delle prime 500 società al mondo si scopre già che quelle che hanno più donne nelle posizioni top hanno performance migliori di quelle che si affidano esclusivamente a manager uomini. (www.repubblica.it)
Disoccupazione record dal 2004
L’istituto nazionale di Statistica fornisce i dati di gennaio. Nel primo mese dell’anno l’occupazione è diminuita del 3% rispetto a gennaio 2009, pari a 307mila unità in meno. Oltre 2 milioni di persone sono in cerca di lavoro.Sale ancora il tasso di disoccupazione che a gennaio si posiziona all’8,6% . L’Istat comunica che è il dato peggiore da gennaio 2004, inizio delle serie storiche. Nel primo mese dell’anno l’occupazione è rimasta sostanzialmente invariata rispetto a dicembre, mentre ha perso l’1,3% rispetto a gennaio 2009, pari a 307mila unità in meno. Sempre a gennaio 2010 il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2.144.000, in crescita di 5mila unità rispetto al mese precedente e di 334mila rispetto a gennaio 2009: è l’ottavo incremento consecutivo su base mensile. Cresce anche il tasso di disoccupazione giovanile che arriva al 26,8% con una crescita di 2,6 punti percentuali rispetto a gennaio 2009. La disoccupazione maschile raggiunge a gennaio un livello pari a 1 milione 147 mila unità, in aumento del del 27,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Quanto alle donne, il numero delle disoccupate è invece pari a 997.000 a fronte di un aumento del 9,8% rispetto a gennaio dell’anno scorso. (www.rassegna.it)
Avvocati on the road!
Sono competenti, efficienti e li si può trovare per strada, pronti a fornire assistenza e consulenza immediata su questioni legali, senza bisogno di contrattare un appuntamento con una segretaria. Sono gli avvocati di Alt (Assistenza legale per tutti), studi legali on the road, in strada e con tanto di vetrine come i negozi, nati nel 2008 da un idea degli avvocati Cristiano Cominotto e Francesca Passerini. "Tutto è cominciato - racconta a LABITALIA Cominotto - con un viaggio in Cina, durante il quale abbiamo potuto vedere da vicino gli studi legali cinesi, che erano nati da poco, perché in precedenza erano statalizzati, e che in pochi anni si erano sviluppati in un modo assolutamente innovativo. Abbiamo quindi pensato di portare qualcosa di innovativo nella professione anche nel nostro Paese". E cosi è nato, nel gennaio 2008, il primo degli studi Alt, che basano la propria filosofia su tre punti fondamentali: lassistenza è un diritto di tutti, la legge è uguale per tutti e tutti hanno il diritto di far valere i propri diritti. E sull obiettivo di abbattere le barriere tra avvocati e clienti. "Dopo il viaggio in Cina - sottolinea Cominotto - è arrivata la riforma Bersani sulle liberalizzazioni, e così nel 2007 abbiamo cominciato a lavorare sul progetto. Nel 2008 abbiamo lanciato il primo studio legale per strada a Milano e da subito ha avuto un buon riscontro tra la gente. Ma quello che veramente non ci aspettavamo - aggiunge Cominotto - è stato il riscontro tra gli avvocati, visto che abbiamo cominciato subito a essere chiamati da molti colleghi da tutta Italia, che ci hanno chiesto di replicare liniziativa anche nella loro città". E in questi due anni gli studi Alt si sono moltiplicati in tutto lo Stivale, da Udine a Roma, passando per Caserta, Potenza e Olbia. "Oggi sono operativi in Italia - spiega Passerini - 12 studi su strada, ma pensiamo che entro la fine dell anno si possa arrivare ad aprirne altri due, e arrivare così a 14". Un trend che non accenna a fermarsi, anche in questo periodo segnato dalla crisi economica. "Noi ad oggi - sottolinea Cominotto - abbiamo ricevuto 1.200 richieste di studi legali in tutta Italia che hanno intenzione di aderire alliniziativa. Un numero impressionante che attesta la volontà di innovazione che cè tra noi avvocati". Ma qual è lidentikit del cliente tipo degli studi on the road? "La gente viene da noi - spiega Passerini - sostanzialmente perchè non serve prendere prima lappuntamento, non cè il filtro di una segretaria, e il cliente, qualunque sia la domanda che voglia porre, trova sempre un avvocato disposto ad ascoltarlo, e a dare un parere, una consulenza o a rispondere a un atto giudiziario che il cliente ha ricevuto. E le questioni poste ai legali, che per il primo appuntamento forniscono consulenza gratuita, sono le più varie. "La maggior parte delle domande - rivela Passerini - che ci vengono poste dai nostri clienti, sono relative a problematiche di diritto di famiglia e dei minori, come anche di diritto del lavoro. Sono queste le pratiche più usuali e numerose - aggiunge - ma poi può capitare anche la pratica del condominio per la macchia dumidità, il ritiro della patente per guida in stato debbrezza". Ma non finisce qui. Per gli avvocati in vetrina, le pratiche sono tante altre. "Cè anche chi si rivolge a noi - dice Passerini - per problemi relativi alla casa e alle banche, e anche per quanto riguarda i diritti dei consumatori". Diritti che vengono difesi per strada, da un buon numero di legali. "Sono in totale 50 - dice Passerini - gli avvocati partner degli studi, e poi ognuno di essi ha i propri collaboratori. Un buon avvocato di strada deve avere innanzitutto preparazione e competenza, perché le domande dei clienti sono molto varie, e difficili, a volte. Poi, un comportamento accogliente e disponibile - aggiunge Passerini - nei confronti del cliente, perché chiaramente quest ultimo, quando si presenta in un ufficio legale su strada, è più timido, timoroso rispetto a quando si presenta in un ufficio legale tradizionale". E, per chi volesse intraprendere la strada della carriera forense on the road, è possibile, spiega Passerini, "fornire attraverso il sito Internet www.assistenzalegalepertutti.it il proprio curriculum vitae, in modo che si possa valutare lesperienza dei colleghi che hanno interesse ad aprire questa attività, e verificare quindi la possibilità di avviare uno studio".
(fonte: Tiscali Lavoro)
Lavoratrici, tra carriera e famiglia
Per le donne che lavorano in casa, ovvero le casalinghe, l’Inps ha avviato il nuovo Fondo di previdenza per i lavori familiari. Il Fondo fornisce, alle persone che svolgono un’attività non retribuita per la gestione della famiglia, l’opportunità di costruirsi una pensione. Si possono iscrivere le donne di età compresa tra i 15 e i 65 anni che non prestino lavoro dipendente a tempo pieno o non siano occupati in attività autonoma, che comporta l’obbligo di iscrizione a gestioni obbligatorie, e che non siano titolari di pensione diretta per anzianità, vecchiaia o invalidità/inabilità. (fonte: http://lavoro.tiscali.it)
Italia: quattro milioni di stressati da lavoro
Due lavoratori europei su dieci, pari a circa 40 milioni di persone, sono colpiti da stress da lavoro. Nel nostro paese il disturbo coinvolge circa 4 milioni di lavoratori. È quanto emerso nel corso di una conferenza organizzata il 29 marzo dall´Ispesl in collaborazione con l´Agenzia europea per la Salute e la Sicurezza sul lavoro. In Italia, di fronte alla frammentazione del mondo del lavoro, risultano soggette a stress, oltre alle categorie tradizionali - professioni sanitarie, insegnanti e forze dell´ordine - anche le fasce di lavoratori precari e flessibili e gli over 45”. Per tutti questi soggetti, aggiunge l’esperto, “il rischio maggiore, oltre a una serie di disturbi di carattere psicosociale che spesso portano a un utilizzo crescente di psicofarmaci, è rappresentato da quelle malattie correlate che passano alla fase della somatizzazione, come ad esempio i disturbi gastrointestinali o cardiovascolari 29/03/2010
Womenomics
Il 73% dei prodotti di largo consumo in Italia sono scelti da donne e le imprese a leadership femminile hanno tassi di insolvenza minori e performance di borsa maggiori. Le donne italiane lavorano mediamente 80 minuti più degli uomini ogni giorno a casa e in ufficio ma, se si considera solo l´occupazione fuori dalle mura domestiche, il rapporto si inverte perché gli uomini lavorano più del doppio delle donne lasciando loro posizioni residuali: in Italia le dirigenti-donna sono appena il 13% e quelle presenti nei Cda il 6%. Il quadro è piuttosto chiaro ma c´è un pensiero di controtendenza: «Non è più (o non solo) una questione di pari opportunità ... Puntare sull’occupazione femminile rappresenta un vantaggio competitivo e, in tempi di recessione, può accelerare l’uscita dalla crisi» così recitava poco tempo fa il Corriere della Sera in un articolo sull’analista di Goldman Sachs che ha coniato il termine Womenomics. Sui giornali di tutto il mondo e sul web lo ritroviamo ormai come una parola d’ordine. Purtroppo, però, a distanza di dieci anni siamo ancora ben lontani dagli obiettivi di occupabilità al 60% di Lisbona: in Italia oggi lavora solo il 46% delle donne: sette milioni in età lavorativa sono fuori dal mercato del lavoro: siamo di fronte a risorse umane e professionali tuttora sotto e male utilizzate, quando esse rappresentano, invece, uno dei pochi elementi aggiuntivi su cui il mercato del lavoro potrebbe contare per incrementare l´occupazione e favorire, così, ripresa e sviluppo (da redazione)
Indennità di disoccupazione con requisiti ridotti
Sei un lavoratore precario che l´anno scorso ha lavorato per almeno 78 giorni allora hai diritto a richiedere l´indennità di disoccupazione ordinaria con i requisiti ridotti.
I requisiti sono: un´anzianità assicurativa per la disoccupazione da almeno due anni, oppure aver effettuato almeno 78 giornate di lavoro nell´anno precedente. L´indennità non è più riconosciuta nei confronti di chi si dimette volontariamente, ma soltanto in caso di licenziamento (fanno eccezione le lavoratrici in maternità). L´indennità è riconosciuta quando le dimissioni derivano da giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, modifica delle mansioni, mobbing).
La domanda va compilata sui moduli reperibili presso le sedi Inps e che puoi scaricare in allegato (Domanda di disoccupazione con requisiti ridotti e Dichiarazione del datore di lavoro) e presentata all´Inps entro il 31 marzo dell´anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione.
Per maggiori informazioni consulta il sito dell´INPS.
Esiste poi l´indennità ordinaria che spetta ai lavoratori assicurati contro la disoccupazione involontaria, che siano stati licenziati. I requisiti sono: almeno due anni di assicurazione per la disoccupazione involontaria e almeno 52 contributi settimanali nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro.
Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata sul sito dell´INPS; scarica il modulo da compilare per la richiesta di indennità.
(fonte: www.flashgiovani.it)
Il talento delle idee Start-up in concorso
Premi per aspiranti imprenditori tra 18 e 40 anni in sei diverse aree territoriali italiane. Finanziamenti personalizzati per i primi classificati e un programma di master e training. Un progetto dei Giovani Imprenditori di Confindustria e Unicredit Group. Cè tempo fino al 15 marzo 2010. Tutte le info e i documenti. PENSIONE: calcola "quando" e "quanto". OCCUPAZIONE 2020: addio commesse. SELEZIONI IN IMPRESA sì ai giovani, no agli over 45 Siamo il Paese con uno dei più bassi tassi di avvio di giovani imprese e start-up. Poche sono le opportunità per avviare unimpresa e provare a mettere in pratica unidea e unintuizione. Colpa, soprattutto, delle difficoltà cresenti a reperire le risorse economiche necessarie. Prova a superare gli ostacoli e ad aiutare gli aspiranti imprenditori, liniziativa "Il Talento delle Idee" promossa dai Giovani Imprenditori di Confindustria e da Unicredit Group. Il concorso metterà a confronto le proposte innovative, originali e generatrici di valore provenienti dai ragazzi di tutta Italia. Possono partecipare tutti coloro che, con un’età compresa tra i 18 e i 40 anni, intendono avviare una nuova impresa in Italia o che detengano, da soli o con altre persone, almeno il 51 per cento del capitale di una società che non sia stata avviata però da più di 18 mesi. Sono ammesse a partecipare tutte le forme giuridiche aziendali tranne le società per azioni. Le start up o le proposte imprenditoriali saranno scelte in base alloriginalità dellidea, la sua realizzabilità tecnica, linteresse del progetto per gli investitori e potenzialità di sviluppo, ladeguatezza delle competenze del management team, lttrattività del mercato di riferimento e la qualità e la completezza dell’esposizione delle informazioni. Liter di selezione prevede la scelta di tre proposte imprenditoriali per ognuna delle sei diverse aree territoriali individuate a livello nazionale. Le aree sono quelle che accorpano Trentino Alto Adige-Friuli Venezia Giulia-Veneto, Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta-Lombardia, Emilia Romagna-Toscana, Umbria-Marche-Lazio, Abruzzo-Molise-Basilicata-Puglia-Campania-Calabria e Sardegna-Sicilia. Per i primi tre classificati di ogni area sono previsti finanziamenti personalizzati e un programma di master e training. Questi diciotto vincitori a livello locale parteciperanno inoltre all’assegnazione di tre premi in denaro a livello nazionale e le loro proposte saranno sottoposte alla valutazione di potenziali investitori selezionati. Le propste dovranno pervenire entro le 17 del 15 marzo 2010, in formato elettronico, alla casella postale: talentodelleidee@unicreditgroup.eu. La premiazione delle tre migliori proposte imprenditoriali a livello nazionale avverrà in occasione di uno dei Convegni annuali dei Giovani Imprenditori di Confindustria. (fonte: http://miojob.repubblica.it)
Colloquio di lavoro! (da Italia Oggi Sette)

Concediti una pausa!

La capacità di espressione è indubbiamente uno dei principali requisiti di un buon oratore, ma non sempre un eloquio corretto è sufficiente a garantire un elevato livello di attenzione del nostro uditorio. Molti relatori sembrano essere terrorizzati dal silenzio, dalla sensazione di vuoto sonoro che potrà provarsi di fronte ad una platea in ascolto, ma anche, più frequentemente, durante una riunione, quando giunga il nostro turno di parola. “Tutti sono in silenzio ad attendere che io inizi a parlare”, “forse pensano che abbia un’amnesia”, “ come riempire questo silenzio dipende solo da me..”. Saranno questi i tipici segnali che il nostro subconscio ci invierà e che alimenteranno il nostro terrore del silenzio! E saranno queste stesse dinamiche a spingerci a parlare troppo velocemente, a farci distogliere lo sguardo dal nostro uditorio, a portarci ad utilizzare un tono di voce basso e monocorde che tradirà facilmente la nostra insicurezza. Sarà dunque necessario superare tali remore psicologiche al fine di non trascurare quel potente strumento comunicativo di cui potremo disporre in diversi momenti: la pausa! La prima occasione per avvalersene efficacemente, ottenendo il massimo dell’ascolto, sarà proprio all’inizio della nostra presentazione: “Buongiorno a tutti...”(pausa e contatto visivo verso chi non presti ancora attenzione). In questa situazione la pausa verrà ragionevolmente protratta sino al momento in cui non sentiremo di avere il totale controllo della sala. Ogniqualvolta dovremo sottolineare un concetto chiave, che i nostri ascoltatori dovranno necessariamente comprendere e memorizzare, potremo ricorrere ad “attimi di sospensione” che conferiranno la massima forza emotiva al nostro messaggio. La pausa, oltre ad aiutarci a raccogliere le idee per proseguire con buona logica il nostro discorso e a rallentare, dove occorra, la velocità dell’eloquio, consentirà all’interlocutore di riflettere su quanto appreso e di poterlo “metabolizzare”. Creerà, infine, un “effetto suspance”, catturando, a più riprese, l’attenzione dell’uditorio. Angelo Boccato – info@angeloboccato.it

Angelo Boccato – info@angeloboccato.it
(fonte: Italia Oggi Sette del 05/01/2009)
Libro della settimana:Dopo la famiglia la famiglia
a cura di Carla Xodo - Pensa Multimedia, Lecce 2008, Euro 21,00 - La famiglia italiana è in crisi, si è gradualmente indebolita smarrendo la sua compattezza sociale. Le famiglie si formano più di rado, si susseguono convivenze, ogni stabilità sembra aver ceduto il passo alla provvisorietà, al momento fuggevole. Ma è proprio così per tutti? Siamo tutti rassegnati alla scomparsa di questa cellula cardine della società? I giovani non la pensano così: una indagine interessante dagli esiti inconsueti dove i giovani dichiarano apertamente che la famiglia è un valore perché è garanzia di consolidamento di legami affettivi e profonde aspirazioni etico-morali.
Il libro della settimana: "Womenomics"
K. Kay, C. Shipman, Cairo ed., 2009 - «Non è più (o non solo) una questione di pari opportunità... Puntare sull’occupazione femminile rappresenta un vantaggio competitivo e, in tempi di recessione, può accelerare l’uscita dalla crisi»: così recitava poco tempo fa il Corriere della Sera in un articolo sull’analista di Goldman Sachs che ha coniato il termine Womenomics. Sui giornali di tutto il mondo e sul web lo ritroviamo ormai come una parola d’ordine. Ma se le imprese ai cui vertici ci sono donne registrano utili maggiori, allora perché le donne che lavorano si pongono ogni mattina la domanda cruciale: famiglia o carriera? Claire Shipman e Katty Kay, giornaliste di successo e mamme soddisfatte, garantiscono di no. E ci assicurano che si può costruire l’equilibrio lavoro-famiglia-tempo libero, individuare priorità , cogliere opportunità senza cadere ogni giorno nella trappola dei sensi di colpa. Scrittura tipica da manualistica americana ma efficace soprattutto per continuare una rivoluzione che nel quotidiano è appena cominciata ...
"Attacco alla maternità"
A cura di Marina Piazza - Nuovadimensione, Venezia 2009, Euro 14,00
Una ricerca sul lavoro, sulle donne, su coloro che raccolgono la sfida della maternità senza rinunciare alle proprie abilità, alle proprie risorse frutto di studio e di esperienze collaudate. I risultati fanno riflettere in un Veneto che stenta ad accettare quelle femminili come competenze strategiche nel mercato del lavoro del pubblico e del privato.