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Colloquio di lavoro! (da Italia Oggi Sette)
Concediti una pausa!La capacità di espressione è indubbiamente uno dei principali requisiti di un buon oratore, ma non sempre un eloquio corretto è sufficiente a garantire un elevato livello di attenzione del nostro uditorio.
Molti relatori sembrano essere terrorizzati dal silenzio, dalla sensazione di vuoto sonoro che potrà provarsi di fronte ad una platea in ascolto, ma anche, più frequentemente, durante una riunione, quando giunga il nostro turno di parola.
“Tutti sono in silenzio ad attendere che io inizi a parlare”, “forse pensano che abbia un’amnesia”, “ come riempire questo silenzio dipende solo da me..”.
Saranno questi i tipici segnali che il nostro subconscio ci invierà e che alimenteranno il nostro terrore del silenzio!
E saranno queste stesse dinamiche a spingerci a parlare troppo velocemente, a farci distogliere lo sguardo dal nostro uditorio, a portarci ad utilizzare un tono di voce basso e monocorde che tradirà facilmente la nostra insicurezza.
Sarà dunque necessario superare tali remore psicologiche al fine di non trascurare quel potente strumento comunicativo di cui potremo disporre in diversi momenti: la pausa!
La prima occasione per avvalersene efficacemente, ottenendo il massimo dell’ascolto, sarà proprio all’inizio della nostra presentazione: “Buongiorno a tutti...”(pausa e contatto visivo verso chi non presti ancora attenzione).
In questa situazione la pausa verrà ragionevolmente protratta sino al momento in cui non sentiremo di avere il totale controllo della sala.
Ogniqualvolta dovremo sottolineare un concetto chiave, che i nostri ascoltatori dovranno necessariamente comprendere e memorizzare, potremo ricorrere ad “attimi di sospensione” che conferiranno la massima forza emotiva al nostro messaggio.
La pausa, oltre ad aiutarci a raccogliere le idee per proseguire con buona logica il nostro discorso e a rallentare, dove occorra, la velocità dell’eloquio, consentirà all’interlocutore di riflettere su quanto appreso e di poterlo “metabolizzare”.
Creerà, infine, un “effetto suspance”, catturando, a più riprese, l’attenzione dell’uditorio.
Angelo Boccato – info@angeloboccato.it
Angelo Boccato – info@angeloboccato.it (fonte: Italia Oggi Sette del 05/01/2009)
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Libro della settimana:Dopo la famiglia la famiglia

a cura di Carla Xodo - Pensa Multimedia, Lecce 2008, Euro 21,00 - La famiglia italiana è in crisi, si è gradualmente indebolita smarrendo la sua compattezza sociale. Le famiglie si formano più di rado, si susseguono convivenze, ogni stabilità sembra aver ceduto il passo alla provvisorietà, al momento fuggevole.
Ma è proprio così per tutti? Siamo tutti rassegnati alla scomparsa di questa cellula cardine della società? I giovani non la pensano così: una indagine interessante dagli esiti inconsueti dove i giovani dichiarano apertamente che la famiglia è un valore perché è garanzia di consolidamento di legami affettivi e profonde aspirazioni etico-morali.
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Il libro della settimana: "Womenomics"

K. Kay, C. Shipman, Cairo ed., 2009 - «Non è più (o non solo) una questione di pari opportunità... Puntare sull’occupazione femminile rappresenta un vantaggio competitivo e, in tempi di recessione, può accelerare l’uscita dalla crisi»: così recitava poco tempo fa il Corriere della Sera in un articolo sull’analista di Goldman Sachs che ha coniato il termine Womenomics. Sui giornali di tutto il mondo e sul web lo ritroviamo ormai come una parola d’ordine. Ma se le imprese ai cui vertici ci sono donne registrano utili maggiori, allora perché le donne che lavorano si pongono ogni mattina la domanda cruciale: famiglia o carriera? Claire Shipman e Katty Kay, giornaliste di successo e mamme soddisfatte, garantiscono di no. E ci assicurano che si può costruire l’equilibrio lavoro-famiglia-tempo libero, individuare priorità , cogliere opportunità senza cadere ogni giorno nella trappola dei sensi di colpa.
Scrittura tipica da manualistica americana ma efficace soprattutto per continuare una rivoluzione che nel quotidiano è appena cominciata ...
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"Attacco alla maternità"

A cura di Marina Piazza - Nuovadimensione, Venezia 2009, Euro 14,00 Una ricerca sul lavoro, sulle donne, su coloro che raccolgono la sfida della maternità senza rinunciare alle proprie abilità, alle proprie risorse frutto di studio e di esperienze collaudate. I risultati fanno riflettere in un Veneto che stenta ad accettare quelle femminili come competenze strategiche nel mercato del lavoro del pubblico e del privato.
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